
Venerdì 20 marzo alle 21:15 al Circolo l’Ortaccio un altro incontro del ciclo “Scienza in Circolo”: Chiara Pecini parlerà di come impariamo a parlare e leggere.
Il cervello dei bambini possiede un “genio” naturale per il linguaggio orale: nasciamo infatti con circuiti già pronti ad assorbire le parole, a patto di ricevere “l’ingrediente magico” dell’interazione umana. Senza lo scambio affettivo e sociale, questa predisposizione genetica resterebbe silente.
Al contrario, la lettura è un’invenzione culturale recente che non ha lasciato tracce nel nostro DNA: per imparare a leggere, il cervello deve compiere un vero miracolo di plasticità, “riciclando” aree nate per vedere oggetti e volti per riconvertirle ai segni grafici. Questa differenza è cruciale: mentre per parlare basta crescere in un ambiente abbastanza stimolante, per leggere serve creare nuove connessioni neurali tra vista e linguaggio. Cosa può fare l’ambiente per promuovere questi ponti neurali ben prima dell’istruzione formalizzata?
Chiara Pecini è professoressa associata in Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione del Dipartimento di Scienze della Formazione, Lingue, Intercultura, Lettere e Psicologia dell’Università di Firenze.
Ha lavorato come Psicologa Dirigente presso IRCCS Fondazione Stella Maris, nel Dipartimento Clinico di Neuroscienze dell’età evolutiva.
Nelle sue ricerche si occupa dei profili neuropsicologici nei disturbi del neurosviluppo e della tele-riabilitazione delle funzioni cognitive di base e degli apprendimenti.
Il Ciclo “Scienza in Circolo” propone una serie di eventi divulgativi in cui vengono approfondite alcune questioni in diversi campi della scienza, in un ambiente informale e aperto alla discussione e alle domande.
